Caro Luigi

Ho letto con interesse il tuo ultimo articolo. [Grazie per avermi citato!]

L’insegnamento della religione nelle scuole (secondo me) non dovrebbe esserci, perché ruba spesso anche l’ultima chance ai bambini di amare Dio e la Chiesa. Il luogo per imparare questi insegnamenti non è la scuola ma la famiglia – in piccola età – e poi la chiesa (catechesi). Il tuo concepire Dio come despota non ti aiuta molto. Infatti, non c’è molto da fare, perché il limite fra credere e non credere è molto sottile, direi molto soggettivo (nel senso che è individualizzato). L’altra volta ti ho detto che il punto è questo: credere o non credere. Vorrei andare avanti con questo ragionamento dicendoti che il credere o non credere è determinato semplicemente dalla tua esperienza. Se una persona non ha vissuto l’esperienza con Dio, gli è facile trovare delle irregolarità o contraddizioni nella sua interpretazione della Bibbia e del Dio della Bibbia. Come per esempio questa tua ricezione di un Dio che ama vedere il sacrificio degli innocenti (animali o Cristo) che veramente sarebbe una cosa abominevole (se fosse vera). Invece, uno che ha esperienza di Dio, e sa che Dio non è così, ti può confermare in base alla sua percezione, che Dio è invece uno che preferisce (pur di salvare l’uomo) piuttosto immolare sé stesso che punire (giustamente) l’essere che non ubbidisce alla legge morale (che pure ogni uomo di buon senso ha nel suo profondo). Questo Dio è proprio l’opposto del Dio della tua teoria: non è un Dio che ama vedere il sangue altrui, ma che vuole salvare dando il suo sangue. Il sacrificio non è per soddisfare la sua sete di violenza, ma proprio per salvare l’uomo dalla violenza e dalla morte eterna. Cristo si sacrifica, sconfigge il male, il male è annientato per l’eternità, dunque niente più morte, niente più violenza. Purtroppo questo è il solo modo che esiste per farlo.

Ora, sapendo dall’inizio che la disubbidienza avrebbe portato l’umanità alla morte perché Dio non l’ha impedito in un certo qual modo? Prima di tutto il male c’era già perché Lucifero in cielo voleva spodestare Dio. Allora perché non l’ha eliminato prima di diffondere il suo veleno? Se Dio lo faceva significava che Dio temeva Satana e che in fondo in fondo forse questi aveva ragione. Sicuramente si sarebbe trovato un altro (o peggio, molti altri) a prendere il posto di Satana e continuare di combattere Dio e le sue verità “incontestabile”.

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Caro Liviu,

Grazie per le tue riflessioni.

Dici giustamente che credere e non credere è determinato semplicemente dall’esperienza. Quindi concordi con me che non abbiamo libertà di credere o non credere.

Per quanto riguarda “… tua ricezione di un Dio che ama vedere il sacrificio”:

io non credo in un Dio che ama i sacrifici. Il mio non è un Dio Persona. Dico solo che il Dio della Bibbia ama i sacrifici. Dal mio articolo: Nella Bibbia, nel Levitico, 1-7, sono descritti in dettaglio i vari tipi di sacrifici, le modalità rituali e persino le tariffe sacerdotali. Il Signore gradisce molto i sacrifici e in modo particolare il profumo della carne cotta: la frase “ … sacrificio consumato dal fuoco, profumo soave per il Signore ” è ripetuta ben sei volta nel Levitico, 1-3.

Forse mi dirai che questo è solo un linguaggio simbolico …

Più avanti dici:
“Dio è invece uno che preferisce (pur di salvare l’uomo) piuttosto immolare sé stesso che punire (giustamente) l’essere che non ubbidisce alla legge morale”

Mi dispiace, ma questa idea di Dio è, per me, assolutamente inadeguata. E’ un Dio che agisce con le passioni e la psicologia umana e non è perfetto. Perché non è perfetto?

In base a quanto tu dici Dio agisce per raggiungere uno scopo, un obiettivo finale: la salvezza dell’uomo. Ma avere un obiettivo significa tendere al raggiungimento di qualcosa che non si ha.

Ora, per definizione, un Ente è perfetto quando non manca di niente, ne consegue che il tuo Dio-Padre, sarà pure amorevole, ma non è perfetto.

Il Dio in cui io credo è invece assolutamente perfetto, onnisciente e onnipotente.

Ancora più avanti scrivi:

“Cristo si sacrifica, sconfigge il male, il male è annientato per l’eternità, dunque niente più morte, niente più violenza.”

Purtroppo non mi sono accorto che il male è stato sconfitto 2000 anni fa. Il male sulla terra c’era prima di Cristo e continua ad esserci dopo Cristo … anzi ! Proprio in nome di Cristo sono stati perpetrati atti di violenza impensabili.

Poi scrivi:

“ho l’impressione che questa appacificata rassegnazione non porti a qualcuno una vita serena e tanto meno felice.”

In questo caso, non hai capito il contesto dell’espressione ‘appacificata rassegnazione’. Nella mia prospettiva, l’appacificata rassegnazione (o accettazione) è solo la risposta alla sofferenza e al dolore.

Non è la regola di vita. La mia idea di serenità e felicità deriva dalla percezione dell’unitarietà della Natura e dal sapere che niente accade al mondo che non sia il volere di Dio. Almeno per me, questa percezione mi fa sentire in pace con me stesso, con gli altri e con tutto l’Universo. E’ questa la felicità? Dipende da cosa s’intende per felicità. Riprendo la mia definizione di felicità dal mio primo articolo su Positanonews: “ La felicità è una condizione di gioiosa serenità, di contentezza tranquilla ma pervasiva, che nasce da una condizione mentale di armoniosa unione del mio ‘io’ con me stesso, con gli altri, con la natura, con il Tutto. ” Se questa è la felicità, sì, allora io sono felice.

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