Grazie per il suo articolo sul Decalogo

Veramente c’è bisogno di sottolineare il valore continuativo della legge scritta direttamente da Dio, facendo distinzione fra protocolli cerimoniali e le “10 parole” che governano l’andamento normale ed etico di ogni vissuto cristiano. Il Salvatore Gesù Cristo diceva che non sarà lui sicuramente la causa della cessazione (della validità) della legge, ma sarà il telos della legge, il suo adempimento. Ivi si distingue un senso teleologico del suo operare nel favore dell’uomo come rappresentante della Santa Triade in terra. Dunque, Cristo è lo scopo, la fine, l’acme, la perfezione, la completezza della legge. Quale legge? Quella legge che non ha natura etnica propria dell’ebraismo, la cui atto finale è costituita dalla croce, quando Cristo prende il posto dell’agnello pasquale. È sicuramente quella legge che può succintamente definire il carattere amorevole di Dio, che non conoscerà tramonto, come Dio stesso.
Distinti saluti,
Liviu Anastase
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Mi fa piacere che le sia interessato il mio articolo sul Decalogo. Sono contenta se si è percepito il mio amore per la teologia intesa come discorso soprattutto mio a Dio, piuttosto che come un discorso puramente culturale su Dio. In un tempo di troppe parole prive di contenuto, relazionarsi ad una Parola che ha il sapore dell’eterno, aiuta a dilatare i propri confini e ad andare oltre. Sapere di non sapere mai abbastanza mi fa sentire eterna alunna di un Maestro che alla mia vita dà risposte, anche dove non ci sono domande dirette. Basta porsi in umile ascolto.

Un “luminoso “saluto, Trudy Borriello Vitolo

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