In seguito all’articolo apparso su La Repubblica (28/04/09) ho fatto le seguenti considerazioni:
Salve prof. Mancuso

Ho seguito i Suoi articoli sul giornale e li ho apprezzati. Nell’ultimo articolo oltre il giusto discorso di difesa su cosa sia o non sia la gnosi c’è però una cosa che non mi è chiara: la questione della “storia particolare” che cioè lega la salvezza all’evento storico della croce. Lei dice che questo porta alla inesorabile pretesa di extra ecclesiam nulla salus. La mia perplessità è legata alla impossibilità (secondo me) di legare la salvezza ad altro. Certo, per una Chiesa che lega la salvezza alla partecipazione della grazia come un mistero fruibile solamente attraverso lo strumento-Chiesa non si può fare almeno di questa dottrina (conducendo così all’idea che l’umanità prima di Cristo non poteva essere salvata).
Io direi che la Chiesa è universale perché raduna l’umanità di tutti i tempi e di tutte le credenze perché ognuna ha una certa verità ma soprattutto perché la grazia di Dio ha la predisposizione di includere e non di escludere, tenendo conto dei tempi di poca conoscenza. (Da qui, vale a dire dal bisogno di ripensare la nostra religiosità alla luce della nostra sempre nuova conoscenza, il dovere di esercitare la coscienza al livello teologico che Lei ribadisce sempre).
In questa prospettiva la salvezza universale è determinata sì da una storia particolare ma che ha un valore universale (anche retroattivamente rispetto l’evento storico della croce) perché Cristo è il secondo Adamo che include in lui tutta l’umanità redenta.

Distinti saluti,
Liviu Anastase
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Vito Mancuso a me
La ringrazio moltissimo per l’interesse verso il mio lavoro. Mi piacerebbe
rispondere come la sua lettera merita, ma sono travolto dalle email: spero
che mi comprenda.
Un caro saluto!
Vito Mancuso
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Forse qualcuno fra di voi, cari lettori, sa la risposta e me la vuole dare.
Grazie!

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