 Il disprezzo esclude il dialogo!✍

 Vorrei esprimermi, prendendo spunto dall’ariticolo “La Chiesa e lo Stato e l’arroganza della verità”, La Repubblica del 14 sett.07.La mia perplessità è legata alla posizione dell’”unica Chiesa” come la ricorda un documento della Congregazione della Dottrina della Fede vaticana, a differenza delle chiese protestanti (che non possono godere dello statuto di ‘chiesa’ secondo tale dichiarazione). Oltre le divergenze dottrinale bisogna considerare però che la nostra società pluralista e secolarizzata ha la necessità di dialogo, almeno per rispetto alla democrazia e il buon senso che pretendiamo di difendere, resistendo alla tentazione dell’arroganza della fede che ritiene abbia tutta la verità. Non Le sembra che la Chiesa Cattolica si ponga, nei confronti delle altre chiese in un rapporto di competizione per non dire sopraffazione?Per esprimere la stessa Verità (su cui si pretende l’esclusività) e per promuovere un clima di dialog, non occorre un’offerta di disponibilità cristiana reciproca e l’umiltà che ammette di poter imparare anche dagli altri? Può una chiesa pretendere la gestione assoluta della Verità e nello stesso tempo lasciare spazio al dialogo (di fede)?Forse la mancante infallibilità del passato (riconosciuta dalla Chiesa quando ha chiesto scusa – cosa decisamente lodevole) darebbe spazio anche alla possibilità di venirne meno anche nel presente. La convinzione che la perfezione cristiana richiesta dal Padre nel Vangelo, non è ancora raggiunta del tutto dà umiltà per tollerare e relazionare meglio con gli altri, in quanto si è cosciente delle proprie mancanze.Distinti salutiLiviu Anastase

4 risposte

30 01 2008
Liviu Anastase

Il nostro coraggio è la nostra comunanza (in Cristo), anche se siamo molte volte allergici alla differenza che reca pericolo all’affermazione della propria personalità.

28 03 2008
demi4jesus

“non occorre un’offerta di disponibilità cristiana reciproca e l’umiltà che ammette di poter imparare anche dagli altri? Può una chiesa pretendere la gestione assoluta della Verità e nello stesso tempo lasciare spazio al dialogo (di fede)?”

D’accordissimo con te! Non penso debba esistere nella Chiesa di Cristo l’arroganza e la presunzione di scartare a priori le diverse visioni… Io credo che la Chiesa di Cristo debba vivere in una sorta di dipendenza e apprendistato da Cristo stesso, debba amare e studiare la Sua Parola… questo ciò che preserva una giusta “dottrina”.. e vivendo questo impareremmo anche il rispetto per il “diverso”.
Vorrei poter comprendere di più nel tuo blog ma purtroppo non comprendo la tua lingua.. è stato bello comunque passare per di qua… grazie per esser passato sulla mia Isola che non c’è… un grande saluto, God bless you! Noemi

28 03 2008
Liviu Anastase

Gli articoli più importanti e corposi sono in italiano e si possono trovare anche nelle altre pagine.

Grazie per la visita.

29 03 2008
Liviu Anastase

Pensando ai ‘mea culpa’ di Giovanni Paolo II sembra sia intrapreso un cammino positivo e di sempre più ampia accettazione del valori altrui.
(vedi Arrigo Levi, “Le due fedi”, Il Mulino, Bologna, 1996, p. 45).

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