Sei libero di scegliere il tuo destino? O è tutto predeterminato?
Caro Luigi,
Interessante il tuo articolo!
Ecco la mia opinione leggermente da un’altro punto di vista:
Dici: Il pensiero è un sistema interamente deterministico dove il risultato, come nel mondo fisico, dipende esclusivamente dalle cause precedenti … ma tutto ha un inizio. Da qui l’importanza del processo educazionale e la costruzione di un buon carattere. L’ambiente e le condizioni di vita condizionano il comportamento futuro, ma la capacità decisionale non manca (del tutto). Direi con Leibnitz che l’uomo non è libero del tutto, o è libero in misura in cui le sue scelte (cosciente o no) l’hanno portato ad avere (o meno) una certa libertà. Invece di costruirsi una conoscenza (Cacciari) direi che l’uomo realizza per sé, come detto prima, un carattere. Ogni giorno si aggiorna questa eredità umana (ereditata dai genitori e dalle sue scelte passate) che poi determinerà le scelte venture. Gli animali sono determinati da leggi (istinti) che influiscono anche il comportamento umano. L’uomo ha gli istinti ma ha anche il carattere in quanto essere spirituale. Il giudizio universale ha così un senso. Altrimenti il giudizio sarebbe una grande farsa, e casomai l’oggetto del giudizio potrebbe essere Dio stesso, se l’uomo non può essere libero e responsabile. Cioè sarebbe Dio a giustificarsi davanti all’uomo perché uno è salvato e l’altro è perduto (per eternità fra altro, senza possibilità di rivincita). E tutta la causa è in Dio! Dunque, la predestinazione del grande Agostino sarebbe da rivisitare. Dio ci ha predestinati alla salvezza (Giovanni 3: 16); nessuno è escluso. La sua è solo una prescienza del vissuto umano cioè Dio sa cosa io deciderò in futuro, perché tutto è davanti agli occhi di Dio come se fosse presente ora. Dio è un visionario. Dio è provvido perciò la casualità non esiste. (La causalità invece esiste perché una legge istituitasi con la creazione del mondo). Investe tutto nell’uomo per salvarlo e non è nemico della sua stessa redenzione e il suo stesso sacrificio in croce, predestinando alcuni alla morte spingendo in tal modo l’uomo con tutti i mezzi alla dannazione. Questo è infatti il comportamento del grande nemico satana. Attribuire il carattere satanico a Dio non mi sembra molto elegante e coretto. La dottrina fatalista della predestinazione fa questo sacrilegio!
——————————————
Grazie caro Liviu per il tuo commento che ho apprezzato moltissimo.
Capisco perfettamente il tuo punto di vista e credo che il tuo ragionamento sia perfettamente logico nella prospettiva teleologica del Giudizio universale.
Il mio ragionamento invece è libero dal condizionamento di dover giustificare il Giudizio universale perché non credo in questo evento finale.
Tu sostieni che l’uomo ha una qualche libertà di formarsi un certo carattere.
Non sono molto d’accordo.
Il carattere di una persona, secondo me, è determinato dallo stato elettrochimico, in un certo momento, del complesso di miliardi di neuroni e trilioni di sinapsi del suo cervello.
La modifica nel tempo dello stato del cervello di questa persona dipende, in maniera deterministica, solo dalle cause precedenti.
Ti faccio un esempio personale. Da qualche mese ho cominciato a studiare Spinoza e questo senz’altro ha modificato e sta modificando il mio carattere.
Perché ho cominciato a studiare Spinoza? Perché mio figlio tempo addietro mi ha regalato il libro “Come io vedo il mondo” di Einstein dove ho trovato la frase “Credo nel Dio di Spinoza”.
Perché mio figlio mi ha fatto questo regalo? Perché all’università aveva studiato la teoria della relatività ed era rimasto affascinato dalla figura di Einstein.
Come mai ha studiato la teoria della relatività? Perché seguiva la facoltà di fisica.
Perché seguiva la facoltà di fisica? …. Come vedi potrai andare indietro all’infinito fino alla “causa prima”.
Dov’è la mia libertà di formarmi un carattere? Se invece di fisica mio figlio avesse seguito i corsi di filosofia ora forse sarei un seguace di Kant.
Questo è solo un esempio stupido … Ma dov’è la liberta di formarsi un carattere per un povero bambino nato e cresciuto in una favelas brasiliana, alla mercé dell’ignoranza, della violenza, della povertà?
Spero che mi vorrai bene lo stesso anche se non concordiamo su tante cose J
Un abbraccio
Luigi
———————————————-
Caro Luigi
Il consenso non fa crescere come il dibattito in contradditorio.
In fondo, non è che non riconosco un certo determinismo naturale (oppure la legge causa-effetto). Tu invece mi sembri troppo radicale in questo. La tua lettura di Spinoza la vedo piuttosto come un’occasione (non un obbligo) o un percorso predeterminato di cui tu non possa fare a meno. Tu, nonostante le priorità e i gusti del tuo figlio, potresti ovviamente scegliere un’altra via (quella di leggere Kant) anche se ti manca la predisposizione necessaria che determini in te un tale cambiamento.
Le circostanze non sono che occasioni o suggerimenti, che ci indirizzano verso una metà a un certo punto della nostra vita.
Io, che sono un credente, penso che tutte queste circostanze, sono previste nella provvidenza di Dio, vale a dire, sono semplici occasioni fatte su misura di ciascuno (e per tutti in una rete di eventi) congegnati in modo onnisciente e preparati a posta per la nostra crescita. Sta a noi prendere sul serio queste opportunità. Così, accogliere la provvidenza divina si trova sulla stessa linea con l’esercizio del libero arbitrio (e dunque non è in un rapporto di contraddizione).
Un caro saluto
Liviu





Non è facile commentare questo dialogo… mentre leggevo l’articolo di Luigi e poi le risposte di Liviu pensavo all’incidente mortale capitato a mio nipote:
Quella sera dell’incidente è rincasato tardi per accompagnare a casa un amico che aveva il braccio ingessato e che quindi non poteva guidare.
Mio nipote era un ragazzo molto generoso e non rifiutava mai un favore ad un amico.
Era molto generoso come i suoi genitori, che lo avevano educato in quel modo…
Il sacerdote al funerale disse:” Non si può impedire ad un ragazzo generoso, di esserlo!”
E fin qui credo si tratti di determinismo.
Però mio nipote amava molto anche il computer e quella sera, avrebbe anche potuto decidere di restare a casa a giocare con i suoi giochi preferiti…come aveva fatto anche altre volte, rinunciando ad uscire con gli amici… allora mi chiedo in quei momenti avrà avuto una possibilità di decidere liberamente cosa scegliere: uscire o restare?
Cos’ è che alla fine avrà prevalso: una sua libera decisione o l’impulso?
Credo che non sarà facile saperlo…
Forse la questione più importante per la tua tranquillità è un’altra non quella del meccanismo del suo comportamento. Giovanni 15:13 afferma: “Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici”. Questo tipo di comportamento (anche se non è stato pianificato) è il comportamento del tipo (quello che imita) che annuncia il prototipo (quello che è imitato). In altre parole questa persona è un annunciatore, un imitatore di Cristo e un seguace fedele del modello nobile di educazione ricevuta. Cristo si è sacrificato per gli altri, e questa persona non ha lasciato gli impulsi primari (la sua tendenza egoistica) a controllare il suo destino ma ha scelto di darsi altruisticamente. Ecco ciò che dice Gesù agli eroi e ai martiri (che sono purtroppo pochi): …Chi avrà perduto la vita per causa mia, la troverà” (Matteo 10: 39). Questo è quello che ha veramente valore: preferire farsi “tesori in cielo” (Matteo 6: 19-20).
E’ vero Liviu, mio nipote Dante era un altruista e per gli altri ha spesso sacrificato i suoi interessi personali!
Un caro saluto!